7 aprile 2011

Spumanti autoctoni, nasce l’Opale

Categoria: Food and Beverage

Spumanti autoctoni, nasce l’Opale

Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Spumante Brut.

Medagliere d’eccellenza per Moncaro

Moncaro si concentra sugli spumanti autoctoni proponendo un nuovo verdicchio che si affianca al roso dolce di Lacrima, alla Passerina frizzante e al felice connubio di bollicne tra verdicchio e montepulciano del Conero

Verona, 07 aprile 2011 – Moncaro completa la gamma degli spumanti autoctoni con l’Opale, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Spumante Brut. Prodotto con metodo Charmat, affina per almeno 6 mesi dalla presa di spuma e si presenta color paglierino tenue con riflessi verdi, perlage fine e persistente, gradevole profumo fruttato con sentori di fiori bianchi e sottofondo di lievito, fresco ed equilibrato al gusto.

“Moncaro ha lanciato l’Opale pensando alle esigenze del consumo moderno – spiega Enrico Procicchiani, responsabile commerciale Ho.Re.Ca. Italia di Moncaro – ideale per il wine bar con un target giovane che sa apprezzare le tipicità del territorio già a partire dall’aperitivo”.

L’Opale segna un nuovo passo verso la valorizzazione degli spumanti autoctoni marchigiani e viene lanciato a poca distanza di tempo dal Madreperla, SPUMANTE GRAN CUVEE METODO CLASSICO prodotto da uve Verdicchio e Montepulciano del Conero, nato da un team guidato dagli enologi Riccardo Cotarella e Giuliano D’Ignazi. Il Madreperla ha ottenuto la medaglia di bronzo all’ultima INTERNATIONAL WINE & SPIRIT COMPETITION di Londra e lo stesso riconoscimento all’INTERNATIONAL PACKAGING COMPETITION VINITALY. La gamma degli spumanti autoctoni di Moncaro comprende, inoltre, perle enologiche come l’Ametista, spumante dolce naturale a base di uve Lacrima di Morro D’Alba, e il Fiori di Seta, spumante di Passerina Igt Marche, che in virtù del rapporto qualità prezzo si è affermato con successo nella banchettistica.

(continua…)


2 aprile 2009

Vinitaly premia l’eleganza del “Madreperla” Moncaro

Categoria: Food and Beverage

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Moncaro presenta al Vinitaly (Padiglione 7 Stand B7) il nuovo spumante metodo classico, biglietto da visita per le grandi occasioni. Liqueur di brandy “made in Marche” e uve selezionate dai migliori vigneti, fanno l’eleganza dell’originale sodalizio tra il montepulciano e il verdicchio, mentre la bottiglia si aggiudica anche un premio per la veste grafica.   

Lo spumante Madreperla è risultato terzo classificato assoluto al Concorso Internazionale di Packaging del Vinitaly 2009  nella categoria confezioni di vini spumanti prodotti con fermentazione in autoclave (metodo charmat) e con fermentazione in bottiglia (metodo classico). Creata da Robilant Associati, la veste grafica del Madreperla ha ricevuto un prestigioso riconoscimento alla “forma” che si aggiunge alla “sostanza” del vino, fiore all’occhiello dell’azienda marchigiana.

 MADREPERLA

Il Madreperla rappresenta l’eccellenza dei vitigni autoctoni marchigiani, racchiusa in un calice di bollicine. Ultimo nato in casa Moncaro, è uno spumante metodo classico nato da un lavoro di squadra, sotto la guida degli enologi Riccardo Cotarella e Giuliano D’Ignazi e scaturito dai due più prestigiosi vitigni delle Marche: verdicchio dei castelli di Jesi e montepulciano del Conero.

“Moncaro ha dato vita al Madreperla con l’intenzione di presentare un biglietto da visita in grado di affascinare il consumatore” – afferma Doriano Marchetti, Presidente di Moncaro – “un metodo classico che si pone nell’offerta dell’azienda come top di gamma e che si inserisce in un segmento di prodotto particolarmente vivace anche in termini economici dove vogliamo ulteriormente affermarci”.  

La naturale vocazione dell’azienda nella promozione del territorio delle Marche e dei suoi vitigni è testimoniata anche dalla scelta di utilizzare una propria selezione di verdicchio riserva e il brandy, sempre di verdicchio, prodotto da Moncaro per la liqueur d’expedition, la miscela segreta, rigorosamente custodita da ogni produttore di spumante metodo classico, che costituisce l’impronta e il gusto della cuvée.

“Concepito come sintesi delle migliori caratteristiche dei vitigni più rappresentativi del territorio, il Madreperla si è rivelato vino a tutto pasto” – sottolinea l’enologo Giuliano D’Ignazi – “lo studio delle caratteristiche dei singoli vigneti e in particolare della loro altitudine, hanno consentito di raggiungere la giusta armonia e freschezza. Il perlage fine e persistente completa l’eleganza di questo scrigno delle Marche”.

Originale, infine, anche il colore: rosa antico con riflessi ramati per un profumo caratterizzato da un gradevole sentore di crosta di pane e delicate note di frutta rossa di sottobosco.


Moncaro in breve

Terre Cortesi Moncaro è stata fondata nel 1964 a Montecarotto (An). Oggi è la maggiore realtà delle Marche nel settore vitivinicolo con 1.180 soci e un fatturato 2008 di 22,8 mln di euro, derivante per il 65% dall’export con oltre 40 paesi di destinazione. Sessanta i dipendenti all’attivo, Moncaro dispone di tre cantine: la sede storica di Montecarotto (An), e due stabilimenti situati rispettivamente a Camerano (An) alle pendici del Monte Conero e ad Acquaviva (Ap) dove vengono prodotti, affinati ed invecchiati i vini tipici delle rispettive zone di produzione. I punti di forza Moncaro sono rappresentati dalla produzione dei vitigni autoctoni; dall’utilizzo dei metodi di coltura biologica e senza l’uso di sostanze di sintesi; la classificazione dei vigneti in base alle loro caratteristiche pedologiche e microclimatiche. Con  1.705 ettari di vigneti di proprietà aziendale, Moncaro garantisce al meglio la continuità qualitativa della produzione sotto la guida degli enologi Giuliano D’Ignazi e Riccardo Cotarella.

 


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